La nostra reputazione nel mondo

 A Venezia, accanto alla chiesa parrocchiale di San Cassiano, si apre un piccolo campo dal quale il Ponte de la Chiesa conduce alla Calle dei Morti, così chiamata perché un tempo vi si trovava il cimitero della parrocchia. Ai piedi della scalinata del ponte si erge la colonna angolare in marmo dell'unica casa della piazza, il cui capitello reca il numero civico assegnato nel 1854. L'iscrizione incisa sotto il capitello, tuttavia, viene notata soltanto da chi si avvicina abbastanza da distinguere le lettere, scolpite con estrema leggerezza nella pietra.

La parte superiore e più ampia dell'iscrizione fu incisa da una mano esperta in regolari lettere capitali:

1686 A DÌ 18 ZUGNO BVDA FV ASEDIATA ET A DÌ 2 SETTEMBRE FV PRESA

Al di sotto venne incisa un'altra data, questa volta con una calligrafia più simile alla scrittura a mano:

1686 A DI 27 LV

Non sappiamo chi ritenesse così importante tramandare le date della liberazione di Buda dal dominio ottomano. Ma sappiamo che non era il solo.

La storia della liberazione di Buda, conquistata da Solimano il Magnifico il 29 agosto 1541, inizia nel settembre del 1683, quando gli eserciti del Sacro Romano Impero e della Polonia liberarono Vienna dall'assedio ottomano. Un mese più tardi riconquistarono anche Párkány ed Esztergom. Nell'entusiasmo seguito alla vittoria, su iniziativa di papa Innocenzo XI, gli Asburgo, la Polonia e Venezia diedero vita alla Santa Lega con l'obiettivo di riconquistare gli altri territori occupati dagli Ottomani. Le truppe della Lega assediarono Buda già nel 1684, ma senza successo. Dopo lunghi preparativi tornarono nel 1686 e, al termine di un assedio durato tre mesi e costato gravissime perdite, conquistarono infine la città il 2 settembre, ponendo fine a quasi esattamente 145 anni di dominio ottomano.

Gyula Benczúr: La riconquista del Castello di Buda, 1896. Carlo di Lorena, entrando dalla Porta di Vienna, contempla il corpo del comandante ottomano che difese la fortezza, Abdurrahmán Abdi Arnaut, il cui monumento sorge oggi appena oltre la porta.

 Il monumento al comandante turco di Buda si trova nel luogo in cui cadde difendendo la fortezza il 2 settembre 1686. Il monumento fu eretto nel 1932 dai discendenti di György Szabó, che morì qui lo stesso giorno durante l’assedio del castello. L’iscrizione del monumento è in ungherese, turco ottomano e turco moderno: “L’ultimo governatore di Buda sotto i 145 anni di dominio ottomano, Abdurrahman Abdi Arnaut pascià, cadde nei pressi di questo luogo nel pomeriggio del secondo giorno del mese di fine estate del 1686, nel 70º anno della sua vita. Fu un avversario eroico; pace a lui.”

 La morte del pascià è ricordata anche dalla ceramica dal tono ingenuo realizzata nel 1977 da Margit Kovács presso la Porta di Vienna, all’inizio di via Ostrom. Una curiosa incoerenza della composizione è che sullo sfondo — probabilmente sotto l’influsso de *I ragazzi di Eger* — non sono i cristiani, bensì i turchi ad assediare il castello.

La presa di Buda fu celebrata in tutta Europa con fuochi d’artificio, campane e messe. Ciò fu particolarmente vero a Venezia, che come alleata navale della Santa Lega stava contemporaneamente liberando il Peloponneso dal dominio ottomano, come racconterò più avanti. In questo clima di entusiasmo nacque l’iscrizione accanto a San Cassiano. A cosa si riferisca la data del 27 luglio riportata sotto rimane ignoto. Quel giorno János Eszterházy lanciò un grande assalto alla fortezza, ma con successo solo parziale: è improbabile che l’iscrizione vi faccia riferimento.

Fuochi d’artificio nella Piazza del Gran Mercato di Bruxelles per la presa di Buda

Tra le città festeggianti vi fu anche Bruxelles, dove, oltre ai fuochi d’artificio, diverse locande adottarono il nome di Buda. Attorno alla locanda Buda, isolata a nord della città, si sviluppò nel XIX secolo un piccolo villaggio che, con la creazione del vicino nodo ferroviario di Haren, fu integrato nella Grande Bruxelles come zona industriale.


Della Bosiers Fleur de Buda (1971), brano dedicato al quartiere industriale di Buda a Bruxelles

Il successivo evento storico ungherese capace di far battere il cuore di tutta Europa fu la rivoluzione del 1956, dopo la quale vennero nuovamente intitolate piazze e strade in suo onore.  Bruxelles aveva già la sua Buda, così il bus che dall’edificio del Parlamento europeo si dirige verso Buda ricevette semplicemente il numero 56.

Dopo la rivoluzione del 1956, anche in Italia furono accolti decine di migliaia di rifugiati ungheresi e in diverse città furono intitolate piazze ai martiri ungheresi.

Per esempio a Capri (copyright by ribizlifőzelék)

 Oppure nella cittadina siciliana di Piazza Armerina. Il 23 ottobre abbiamo potuto commemorare qui l’anniversario in un luogo davvero appropriato.

Add comment